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Intervento per l'inaugurazione di ADiTe
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Intervento per l'inaugurazione di ADiTe
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Intervento per l'inaugurazione di ADiTe
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Intervento per l'inaugurazione di ADiTe
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Presentazione ADiTe
Presentazione ADiTe
Rodolfo Zich
Roma, 16 novembre 2006
Motivazioni
Dai primi anni '90 in Italia sono state avviate diverse esperienze di promozione dello sviluppo industriale ed economico (centri di eccellenza universitaria, laboratori misti, parchi tecnologici, cluster, distretti industriali).
I Distretti tecnologici, promossi su iniziativa del MIUR per rafforzare in modo strutturale i meccanismi di trasferimento tecnologico e di promozione dell'innovazione, aggiornano e superano gli strumenti di sviluppo territoriale preesistenti in quanto compongono al proprio interno la necessità di mantenere una cabina di regia nazionale nelle attività di ricerca strategiche, e al contempo riconoscono ed integrano nella gestione delle problematiche di sviluppo le specificità locali e territoriali.
Nel caso dei Distretti Tecnologici, questa collaborazione stretta tra governo centrale ed enti locali trova espressione concreta negli accordi programmatici firmati congiuntamente da autorità di governo nazionale, enti locali e forze produttive presenti nel territorio, permettendo quindi anche il coordinamento degli sforzi finanziari secondo una logica geografica ed una tematica o "di dominio".
Finora questo meccanismo ha permesso di raggiungere massa critica ed economie di scala negli investimenti in R&S sul territorio italiano al punto che, oggi, i Distretti tecnologici si stanno affermando - sul panorama nazionale ed internazionale come spazi privilegiati di promozione dell'innovazione knowledge-based risultante in un approccio integrato che coinvolge i sistemi innovativi territoriali nel loro complesso.
Ora il modello dei Distretti Tecnologici sta uscendo dalla fase sperimentale, nella quale la spinta identitaria dei singoli poli territoriali ha prodotto modelli eterogenei di Distretto, per evolvere verso uno stadio più maturo, che vede il progressivo consolidamento delle esperienze maturate fino a questo momento. Per i Distretti Tecnologici allora la possibilità di lavorare in rete è la strada che consente di capitalizzare le esperienze condotte da ciascuno, mettendo in comune gli sforzi e le capacità per affrontare le sfide poste dai mercati internazionali e contrastare meglio le pressioni competitive provenienti dall'estero (globalizzazione e progressiva smaterializzazione delle relazioni produttive). Questo processo di convergenza assume oggi una rilevanza strategica assoluta a fronte dell'importanza acquisita dai processi di crescita economica fondati sulla conoscenza e sugli investimenti in scienza e tecnologia, nonché del crescente coinvolgimento della dimensione locale nelle strategie di sviluppo definite centralmente
ADiTe
Operativamente, l'esigenza di collaborare in modo sistematico e strutturato è stata manifestata dai quattro distretti presenti oggi (Consorzio di Biomedicina molecolare, IMAST, Veneto Nanotech, Torino Wireless), i quali hanno deciso di promuovere congiuntamente la costituzione della Associazione dei Distretti Tecnologici - ADiTe.
Il primo asse di collaborazione di ADITE, per "domini" o "verticale", mira al rafforzamento della capacità dei Distretti Tecnologici esistenti di lavorare in rete. I Distretti membri saranno chiamati a cooperare per aggregare complementarietà di dominio attraverso:
- lo scambio continuo di informazioni, buone prassi e metodologie
- l'accesso reciproco alle competenze e alle infrastrutture già disponibili presso ciascuno dei membri, e trasferimento delle stesse attraverso formule di training on the job
- la promozione di progetti interdisciplinari che coinvolgano gli enti di coordinamento dei Distretti stessi e le loro rispettive imprese, favorendo il raggiungimento della massa critica di interventi, necessari al sistema paese, per far fronte alle sfide poste dall'economia globalizzata
Un secondo asse strategico sarà quello di contribuire a governare/pilotare il processo di convergenza dei Distretti verso un modello interregionale condiviso, in cui il distretto tecnologico sia garante della solidità e sostenibilità delle complesse relazioni sistemiche alla base dell'innovazione tecnologica knowledge intensive. Sotto la guida degli organi dell'Associazione, Adite lavorerà per:
- rafforzare il sistema di innovazione territoriale come contributo allo sviluppo knowledge based delle collettività locali, favorendo le ricadute positive sul territorio
- promuovere l'aggiornamento continuo e l'ulteriore elaborazione del modello di Distretto Tecnologico
- migliorare l'efficacia e la qualità dell'azione dei Distretti Tecnologici, in particolare creando un contesto interdisciplinare di sviluppo e la creazione di valore nei territori di riferimento
- promuovere la riconoscibilità nazionale ed internazionale dei Distretti Tecnologici italiani
- farsi portavoce degli interessi comuni dei Distretti Tecnologici presso gli organismi nazionali e internazionali
ADiTe segna quindi un progresso significativo nell'affermazione e nel radicamento di un soggetto collettivo autorevole in grado di comporre al proprio interno le molteplici esperienze che si sono diffuse nelle Paese ed idoneo a proporre attivamente ed implementare un programma integrato di supporto al rafforzamento e sviluppo dei distretti tecnologici esistenti ed alla creazione di nuovi distretti.
Le modalità e le forme operative di un programma di questo tipo restano da definire, come anche le modalità di interazione con i soggetti istituzionali, nazionali e locali, e più in generale con la politica, per conquistare quel sostegno organico non limitato alle contingenze - condizione ineludibile questa per dotare i distretti del respiro strategico necessario.
Da questa condizione deriva anche una conseguenza che si riferisce al profilo istitutivo ed organizzativo dell'Associazione: appare infatti essenziale che ad essa partecipino, accanto ai rappresentanti dei singoli distretti che riterranno di convergere nella nuova struttura, anche rappresentanti dei Ministeri competenti (Sviluppo economico, Funzione pubblica ed innovazione, Università e ricerca) e, in forme da valutare, i rappresentanti delle Regioni interessate. Si tratta di una partecipazione intesa tanto al rafforzamento politico del soggetto collettivo dei distretti quanto alla sua stretta integrazione con le logiche decisionali ed operative che sovrintendono al settore.
Il compito è impegnativo ma non mancano esperienze positive di riferimento, come il Progetto Campus (metà degli anni '90 per l'implementazione dei diplomi e di alcune funzioni formativo-gestionali del sistema universitario), o il Progetto speciale n. 35 dell'allora Intervento straordinario per il Mezzogiorno che negli anni '80 ha consentito il rafforzamento e lo sviluppo di strutture di ricerca e di parchi scientifici e tecnologici delle regioni meridionali.